26 Febbraio 2026

Verso di Amin Hassanzadeh Sharif

Amin Hassanzadeh Sharif, Verso, Kite Edizioni, Padova 2025

Verso è un libro a figure scritto e illustrato da Amin Hassanzadeh Sharif e pubblicato da Kite Edizioni nella collana Illustrati diretta da Valentina Mai.
Verso è voltare, è un periodo ritmico dopo il quale generalmente si va a capo. E’ un motivo ma anche un suono, una modalità della voce umana o d’espressione animale, è un vettore che ci indica la direzione, il giusto modo.
Tutti modi, significati, che Amin Hassanzadeh Sharif illustrando non trascura.

Amin Hassanzadeh Sharif, Verso, Kite Edizioni, Padova 2025  

Verso è un voler mettere un punto alla propria routine, smettere di lamentarsi o soffrire per qualcosa che non ha preso il verso giusto nella propria vita, nell’abito che si abita, o nella città che si vive, è un invito a voler andare a capo, reagire quando tutto comincia a farsi intricato, complesso, ingarbugliato, affollato, stretto, scomodo. In una parola faticoso.
Quando tutto là fuori – fuori dalla porta, fuori dalla finestra, nelle vie cittadine, nella propria testa - è sincopato: colori, suoni, immagini, movimenti, la città, il traffico, le texture, gli abiti che si indossano più per dovere che per piacere: per moda, per convenzione sociale, per lavoro...Quando tutto si affolla, tutto emette un verso proprio e, nella moltitudine, diventa un caos assordante. Guardando bene, osservando per un altro verso, lo sarebbe anche se togliessero il sonoro, come succede nelle illustrazioni.
Tutto si mescola, si attraversa, intrecciandosi si aggroviglia per poi trovare un verso differente e separarsi tracciando linee immaginarie, come fili della luce.
Nessuno sa, in questo verso, dove andare, cosa fare. Quindi cambiare ritmo per un certo verso è quello che si amerebbe fare. Cambiare verso. Universo.

Amin Hassanzadeh Sharif, Verso, Kite Edizioni, Padova 2025

Pagina dopo pagina emergono le contraddizioni del dover fare ciò che col tempo crea un sentimento di profonda stanchezza e inadeguatezza fisica e psicologica.
Il signor Rinoceronte che da tutta la vita si arrampica sui pali della luce per ripararne i fili. Col suo corpo pesante, abbigliato con una tuta da lavoro forse troppo stretta sulle sue poderose gambe, appesantita dagli attrezzi necessari allo svolgimento del suo lavoro, scarpe pesanti e guanti a corredo. Il signor Orso, alto, imponente, che per natura se ne starebbe all’aria aperta, dotato di stretto elmetto è costretto al buio e all’umido dei condotti sotterranei. Il signor Cane, vigile in completo verde con giacca doppio petto, cravatta e berretto, per non parlare della camicia! In mezzo al traffico ogni giorno. Tutto il giorno tra un incrocio qui e uno là.
Tutti eleganti i cittadini che popolano questa città annerita da grossi contorni, da un nero che si fa pagina, da mille occhi senza sorriso. Dove quel caos, quell’insoddisfazione, quell’alienazione sono punteggiati di camicie rosa shocking sfavillanti a grandi pois bianchi, annuncio di primavera su kilt invernale verde. Magliette a righe sotto camicie bianche attillate, strati su strati di tessuto sopra una pelle che per molti versi non è più la propria. Una pelle che in questo verso, resta nascosta.

Amin Hassanzadeh Sharif, Verso, Kite Edizioni, Padova 2025

Cosa potrebbe succedere, quindi, se un giorno arrivasse, atterrando in città, una grossa astronave rossa. Una specie di castello volante dall’architettura fantastica, rosso lacca, imponente come l’elmo di un samurai; le porte come quelle magiche di un palazzo delle mille e una notte che come quelle di Sesamo per magia si aprono al solo avvicinarsi.
Dentro, un ambiente da metaverso, poltrone e moquette tra il rosso e il rosa, un enorme lampadario a trombe come un megafono, un grammofono. C’è posto per tutti, tra poco si parte. E per molti versi c’è dello stupore, dell’attesa, del mettersi comodi senza sapere dove si andrà o cosa si vedrà o se forse si sentirà ,magari anche solo versi diversi.

Amin Hassanzadeh Sharif, Verso, Kite Edizioni, Padova 2025

Verso cosa l’astroelmo si muove lo si scopre nelle ultime pagine, quando arrivati in un altro verso lo si scoprirà chiaro e verde, un verso che non si immagina più ma che c’è, e magari dietro casa, appena oltre l’ultima via, dietro l’ultimo angolo girato il quale si è fuori città ma che comunque è lì, inutilmente lì. A portata di mano, senza dover cambiare verso è lì e aspetta, una visione diversa.
Che sia un altro verso, un parco cittadino, il proprio giardino, l’aiuola del vicino quel verso è diverso dal solito verso e mette allegria. Quell’allegria che si fa un po’ prurito, che deve uscire da dentro, fare qualcosa e allora forse mi tolgo la giacca, sbottono la camicia, levo le scarpe, lancio la maglietta e...faccio una corsa!
Allora forse, verrebbe da pensare, sono proprio quei vestiti che dicono chi sono a quel che non sono, a stare stretti e non solo per taglia o per bottone?

Amin Hassanzadeh Sharif, Verso, Kite Edizioni, Padova 2025

E dunque non c’è altro da fare: si chiude il verso con un punto e si va a capo ma...diversamente!

Verso
Amin Hassanzadeh Sharif
Kite Edizioni, Padova 2025
18.-

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