04 Marzo 2026

Un gattino dopo l'altro Davide Calì & Monica Barengo

Davide Calì & Monica Barengo, Un gattino dopo l'altro, Kite Edizioni, Padova 2025

Nel 2025 Davide Calì si aggiudica il Premio Andersen come miglior scrittore con questa motivazione:

Per un’opera dal passo ampio e dal respiro internazionale, capace di coinvolgere lettrici e lettori di diverse età e differenti culture attraverso il felice e pertinente dialogo tra parola scritta e scelta dell’idonea illustrazione; per una scrittura ora intensa ora divertita, ora entrambe, capace di accostare con profondità l’infanzia senza moralismi; per l’applicazione confidente e consapevole della narrazione alle grammatiche della letteratura illustrata.

Quell’andare a braccetto con quell’idonea illustrazione è sancito da una & commerciale che unisce molto spesso il nome di Davide Calì a quello di Monica Barengo in calce alle cover di molti libri a figure.
Così è, ancora una volta, per Un gattino dopo l’altro uscito per Kite Edizioni nel 2025.

Indipendentemente dai sette paffuti gattini ai quali viene assegnato, un per uno in ordine di arrivo, il nome di una spezia, è quell’aria di casa, quel dito indice che, nella prima doppia pagina, spegne la luce del salotto la cui parete, dalla tappezzeria a fiori e il colore delicato, è adorna di ritratti di tutti i gatti che prima o dopo hanno vissuto lì. E’ ormai sera e quel che accoglie chi entra nel libro è l’intimità della casa: la camera con il grande letto in legno e la coperta lavorata a quadrotti; la cucina con le tazzine del caffè della sera ancora sul tavolo che-le-mettiamo-a-posto-domani; il salotto e il bagno con le piastrelle rosa.
E poi gli oggetti: i cuscini messi in quel modo lì sul divano, ben in ordine; la bergere col libro lasciato lì che un po’ è vero che è il suo posto; le federe dei cuscini del letto a righe come un vecchio materasso; il colore di un interno illuminato dalla stessa luce in ogni stanza che uniforma le tinte, le ammorbidisce dando a tutte la stessa sfumatura, pallida, soffusa, calda. Intima. Tutto questo è ciò che, nei ricordi, ognuno di noi per tutta la vita porterà con sé perché per sempre ci parleranno delle case amate.
E poi il dialogo tra Carla e Eric, una coppia non più giovane ma neppure anziana, a quell’incrocio lì della vita un po’ sospeso; la sera quando i pensieri della giornata tornano per saltare fuori in due parole dopo aver spento la luce dell’abat-jour , nel momento in cui ci si tira un po’ più su la coperta e ci si gira dall’altra parte, pronti per dormire ma prima, ancora due parole.


- E se prendessimo un gattino? - propose Carla una sera.
- Perché? - chiese Eric.
- Per averne di nuovo uno – rispose Carla.
- Ma i gattini piccoli corrono e si arrampicano dappertutto! - obiettò Eric.
- Lo so, lo fanno tutti i cuccioli – disse Carla.
- E poi distruggono tutto! - continuò Eric.
- I gattini piccoli poi crescono – lo rassicurò Carla.
- E se facciamo un viaggio chi gli darà da mangiare ? - chiese Eric.
- Ma tanto non facciamo mai nessun viaggio! - rispose Carla.
- Anche questo è vero – accettò Eric.

Un gattino dopo l'altro, Kite Edizioni, Padova 2025

Un dialogo perfetto che riporta proprio a quel momento lì di chiusura della giornata, dei pensieri riferiti a quel numero sul calendario, che poi domani è un altro giorno. Uno scambio che abbiamo sentito fatto dai nonni da bambini su quelle questioni che restano in sospeso durante il giorno ma che richiedono una chiusura.
Dai genitori su questioni che ci riguardano da vicino. Da bambini quando le faccende della giornata necessitavano di un punto. Nulla è più intimo di questi momenti.

Ma per venire, anche su questo libro a figure, alla mia ricerca sull’abito come dispositivo narrativo, come linguaggio non verbale che ci racconta silente chi è chi vediamo, non posso che dire che Carla indossa, per tutta la durata del racconto, degli outfit perfetti.
Perfetti per lei, che è una signora, come abbiamo detto, lì sul crocevia tra un’età e la terza, che vive in una cittadina, un paesone, dove i palazzi hanno ancora pochi piani, le tegole sui tetti e alle finestre le tende.
La sua eleganza ricorda un po’ quella di Lilibet alle sua età, alle corse dei cavalli o a passeggio per la campagna inglese in quei giorni dove il freddo punge ma il vento porta profumi inediti e invita a rimanere fuori comunque.
Un cappello fair isle, forse tricottato proprio da lei, chissà! Con paraorecchie e cordoncini da legare sotto al mento. Una minuscola quanto corta sciarpetta a righe, chiare e scure, con una frangetta corta e rada come i denti di un pettine. Una camicia bianco lana, forse in leggera e morbida flanella o forse in quel crepe di lana che non si usa più, piccoli bottoni a due fori, colletto rotondo bordato da uno smerlo in contrasto, fatto a ago; ampio pullover beige cachemire dal profondo scollo a V e un cappotto di sobria eleganza di campagna, a riquadri, in gabardine, liscio e morbido, impermeabile, dal bel taglio maschile, pratico, dai bottoni rivestiti in pelle. E’ perfetta Carla: perfetta per sé e per l’ambiente che abita; elegantissima in quella palette tenue di beige e verdi appena accennati, qualche tocco di rosa e un po’ di grigio. Morbida.

Un gattino dopo l'altro, Kite Edizioni, Padova 2025

La ritroviamo più avanti nelle pagine, abbigliata per la notte.
Carla non lascia nulla al caso, non si fa sorprendere. Pettina i suoi capelli prima di coricarsi e indossa il suo bel pigiama dal taglio classico, con la casacca dai revers bordati a contrasto così come il fondo della manica. Lo potremmo immaginare in seta o in raso ma forse, è inverno, e forse quel paesone lì, dove vive, si trova ai piedi di un monte che è un bel monte, grande, dove a volte fa molto freddo. Forse Carla ha acquistato il suo pigiama nella merceria di fiducia quella che ha qualsiasi cosa tu chieda ma di qualità. Allora il pigiama di Carla potrebbe essere di quei tessuti in cotone morbido che tanti confondo con la lana, confortevoli e caldi, un po’ cocoon un po’ kalsarikannit.* Ma un’altra volta in perfetta armonia con il suo ambiente, la sua bella casa con la tappezzeria a fioroni beige, la coperta a quadrotti beige chiara e scura e quei guanciali dalle federe a righe dal sapore retrò.

Un gattino dopo l'altro, Kite Edizioni, Padova 2025

Anche in bagno, in quei momenti di intimità assoluta, quelli che i gatti sembrano prediligere e dove si sentono invitati a tenerti compagnia, anche in bagno tra quell’andare e venire di gatti, Carla sa essere perfetta, perfettamente in ordine. Pantofoline e calzetti per tener caldi i piedi la notte son di rigore nei climi rigidi, senza contare poi che le calze bianche a metà polpaccio sono di grande tendenza!

Un gattino dopo l'altro, Kite Edizioni, Padova 2025

Per concludere le osservazioni di una ricerca sulla moda a partire dalle illustrazioni dei libri a figure, c’è da notare un particolare che unisce tutte le protagoniste delle narrazioni visive di Monica Barengo e che completa anche il look di Carla: un piccolissimo orologio anni ‘60 in oro giallo e cinturino in pelle. Un piccolo vezzo, un ricordo di famiglia che contrasta sempre con la grandezza delle mani, la larghezza del polso di queste bellissime sue donne disegnate e che sdogana in noi lettori adulti ricordi sopiti nel tempo.

Un gattino dopo l'altro, Kite Edizioni, Padova 2025

Per gli amanti dei gatti possiamo aggiungere che il primo ad arrivare, sperduto trovatello, fu Zenzero perché così odorava, di zenzero. Che una volta sistematosi attese il momento giusto per far apparire una sorella, poi due, tre, quattro, sino a arrivare a otto parenti in totale.


Paprika, Sesamo, Vaniglia, Pepe, Cannella, Cumino, Zenzero, Curry

*Kalsarikannit: E’ una comfort experience che celebra il relax totale, il tempo per sé stessi e il distacco dallo stress sociale.


Davide Calì & Monica Barengo
Un gattino dopo l’altro
Kite Edizioni, Padova 2025
18.-











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