10 Febbraio 2025

Strano di Daniela Pareschi

Daniela Pareschi firma per Il Barbagianni Editore Strano un libro a figure dove si prova con un altro stile e una tecnica inusuale per lei: il collage, a dimostrare che chi illustra è un artista a tutto tondo la cui ricerca personale non termina mai.


La testa è la casa delle idee, lì soggiornano i pensieri e il nostro io più recondito; oltre alle idee vi alloggiano i pensieri e le immagini del nostro vissuto e vi alberga il nostro inconscio. Non stupisce quindi che sia la parte del corpo che detiene il maggior calore!
Così ,sin dai tempi antichi, si usa averne cura: ripararla dal freddo per non disperdere calore corporeo e dal caldo per non mandarla in tilt con un colpo di calore.
E’ insomma una parte decisamente delicata e di assoluta importanza, chi non ha testa è uno sbadato cronico!
Ma chi l’ha a volte se ne prende cura come se si prendesse cura di un qualcosa al di fuori di sé. E quale accessorio migliore per prendersi cura della propria testa se non un cappello, una cuffia o qualcosa di affine!
C’è chi indossa un cappello per non perdere le buone idee, chi per coccolarle e pensarle meglio; chi per non farle vedere e non farsele rubare; chi ci sta sotto sperando che il cappello prima o dopo parli svelando chissà quali segreti; chi preferisce indossarlo anche in casa nei giorni proprio no, dove qualcosa ronza dentro con un rumore basso ma profondo come se fosse imprigionato in una ampia nube grigia che non vuole dissiparsi in alcun modo. In quei giorni il cappello diventa una specie di copertina.
Ai bambini lasciati davanti alle porte di ospedali e rifugi si metteva una cuffietta, spesso rossa, per proteggere quella preziosità e far in modo che incontrassero un po’ fortuna un giorno o l’altro giacché tanto fortunati di natura non erano. Ai neonati di tutti tempi la si regala come gesto intimo di amore e buon augurio. A volte le cuffie hanno le orecchie.
E poi c’è chi con una determinata cuffia si sente bene, sente di essere quel pochino diverso da sé da poter osare di andar solo per il mondo anche se il mondo è solo la propria città dove ci sono scuola e compagni.
A volte si sceglie una cuffia, altre si è scelti da lei e allora la si ama non come un oggetto ma come qualcosa che assume un’importanza oltre le cose, si anima, acquista una personalità sua come quegli oggetti-amici che permettono di essere e di fare.

Antonio ama le sue orecchie da orso morbide, tonde, marroni come il suo zaino. Una mattina, le indossa per andare a scuola

Ma quel che è normale per noi, quando siamo a casa, soli, mentre sbrighiamo faccende, giochiamo e pensiamo assieme alla nostra testa, può essere considerato bizzarro all’esterno, a scuola con dai compagni, in giro per la città, dagli altri. Così Antonio per quelle morbide orecchie da orso viene burlato e chiamato strano.
Strano è difforme dal consueto o dal normale, si da suscitare perplessità, sorpresa o anche singolare interesse e curiosità.
Strano è chi lo strano fa potrebbe pensare Antonio sotto le sue orecchie parafrasando il personaggio di un celebre film. E non importa se il Signor Stile, il sarto, non è affatto d’accordo; se la parrucchiera pensa che abbia uno stile bizzarro; se una vecchina alla fermata dell’autobus scappa per la paura o che un cane al parco gli abbai preoccupato: Antonio ha la soluzione.
Ma il colpo di scena finale certo non si può svelare.



Un libro ricco di patterns: dai risguardi patchwork alla maglietta a pois di Antonio, alle bluse dei compagni che non escludono le righe ma includono anche dei madras e dei floreali, alla sartoria del Signor Stile dove abbondano tessuti variopinti che evocano epoche differenti e ricordano tappezzerie antiche e tappeti. Ci sono le calze e i cappotti delle signore al mercato e le loro acconciature che sembrano uscite dai bozzetti per le scene di uno spettacolo d’avanguardia. Non mancano scarpette col tacco e stivaletti rossi e tanto meno cuffie con le orecchie.
Sullo sfondo il quartiere di Antonio, la sua città, ricca di scorci e di quei luoghi che sono punti di riferimento quando uno comincia ad andare da solo: la scuola, i negozi, il parco con la fontana, il mercato, la fermata dell’autobus , la parrucchiera dove si è accompagnata la mamma veramente tante volte e poi, la casa di Antonio.

Strano
di Daniela Pareschi
Il Barbagianni Editore, 2024
euro 18

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