27 Maggio 2025

Mustacchi di Antonio Bonanno

Senza baffi un uomo non è vestito correttamente

- Salvador Dalì -


Antonio Bonanno, Mustacchi, Logos edizioni, Modena 2014

Inizia così Mustacchi di Antonio Bonanno, gentiluomo catanese che illustra la pagina Piccola biografia a fine libro alla moda di Arsène Lupin: tuba, guanto da sera bianco e bastone.
Illustratore, art director e docente di grafica in un liceo artistico pubblica Mustacchi, il suo primo libro a figure di cui è autore e illustratore, in Italia, con Logos edizioni nel 2014.
Un libriccino rettangolare, poco più grande di una cartolina, in bianco e nero, disegnato al tratto, quella tecnica che si impara a scuola, nei licei artistici, durante il quarto anno e che non si dimentica più.
La copertina ci accoglie nel suo bel bianco e nero rigato quasi un azzurro potremmo dire dal look da riviera del signore che vi è stato immortalato.
Paglietta; monocolo; pipa Egg bicolor; cache-col a pois punta spillo, che immaginiamo di seta; camicia; giacca monopetto pari riga con stemma ricamato, in piattina d’oro e filo di seta, applicato sul taschino e due bei baffi a manubrio dalla messa in piega perfetta!, forse, perché chi scrive di baffi non se ne intende. A completare un look da passeggiata lungo mare quando i flaneuse si aggiravano per le vie di quelle belle località marine sulla costa francese, con quel passo che pare non andare da nessuna parte e il bastone in bambù lanciato con noncuranza, con un colpo di polso, avanti di un passo.

Antonio Bonanno, Mustacchi, Logos edizioni, Modena 2014

Basterebbe la copertina a raccontarci della ricerca, della cura del particolare, della passione per il disegno.
Ma Mustacchi prosegue, superati i risguardi baffuti, presentando al lettore un parterre di personaggi elegantemente abbigliati, con vero stile, dall’aspetto gentile così come nei modi, di una galanteria un po’ retrò. E dei baffi sopra ad ogni cosa a raccontare una storia, che si fa breve per lasciare spazio ad ognuno. Credo sia questo il libro di cui Antonio Bonanno parla nella puntata del podcast a lui dedicata da Alessandro Mele in Il Mondo Invisibile. Un libro a figure nato per caso al Salon du livre et de la presse jeunesse di Montreuil quando un editore francese guardando il suo portfolio ricco di persone immaginarie che sfoggiavano barbe e baffi stupefacenti gli suggerì di scrivere un testo e aumentare il numero delle illustrazioni. E come per gioco il libro era già pronto!
Un libro sui baffi come quelli di Antoine lunghi come corde di violino da suonare con l’archetto o anche come corde per passeggiate da funanboli; ribelli, indomiti, arruffati, crescevano diventando sempre più selvaggi; o come quelli del signor Bastien Dupont che più che baffi erano capelli che crescevano senza soluzione di continuità grazie a una lozione per e che lui aveva deciso di pettinare e annodare a forma di grandi baffi. Una lozione decisamente miracolosa. O ancora come quelli della signora Montespan che uccise il marito trafiggendolo con i ferri da maglia per ben 52 volte perché le usava sempre il rasoio. O la meravigliosa barba – cappotto del fu conte Balthazar di Pontoise ad oggi il barbone più elegante di tutta Pontoise.

Antonio Bonanno, Mustacchi, Logos edizioni, Modena 2014

Insomma quell’editore, come spesso capita agli editori, ci vide lungo!
Ironico, di quell’ironia pungente, un po’ noir, surreale al punto giusto, bizzarro a tratti assurdo quasi un non-sense. Credo che se Antonio Bonanno e Edward Gorey si fossero incontrati si sarebbero piaciuti: stesso spirito e stesse ambientazioni vittoriane e quel modo di vestire, capo dopo capo, i personaggi, quel modo di costruire un mondo che riconosciamo magari nei dettagli storici ma che non conosciamo sino in fondo, che incuriosisce, che ci assorbe in quel tratto diritto e poi obliquo, parallelo e poi controverso. Quella miriade di segni, che sono trama e ordito sul vestito, a ripetere qull’incrocio di tratti che fa quadrato come se fossero fili. Segni che raccontano un colore anche se non c’è colore se non il nero e il bianco del foglio.
Fitti e lunghi, soffici come pelliccia; in un incrocio intenso sulla cravatta, quasi un giro inglese ridotto a segno. Flessuosi come onde su una barba che sembra un alto mare. Lunghi e obliqui quando sono seta. Ombreggiati e leggermente sfilati come fossero corda. Radi che si fanno quasi trasparenti se sono tessuto leggero e di colore chiaro.

Antonio Bonanno, Mustacchi, Logos edizioni, Modena 2014

Un segno che veste quello di Andrea Bonanno, in continuo elogio del particolare che sia un oggetto della bottega del parrucchiere o il jacquard riquadrato, con la riga che pare un cordoncino come la disegnerebbe il telaio, di un papillon perfettamente annodato; nel rever bordato che impreziosisce una giacca doppiopetto dalla cui apertura sbuca un pince-nez perfettamente disegnato; nel polsino di una camicia particolarmente stondato.
E ancora nelle acconciature e ovviamente nelle barbe e nei baffi!


Mustacchi
testo e figure di Antonio Bonanno
Logos edizioni, Modena 2014
euro dieci


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