05 Febbraio 2025

I Vestiti della Regina di Vavoute e L 'Atelier de Saje

Vavoute e L'Atelier Saje, I Vestiti della Regina, Salani Editore, Milano 2021

I Vestiti della Regina è un libro cartonato di grande formato con il testo in versi di Vavoute, la traduzione poetica di Valentina Paggi, illustrato e animato da L’Atelier Saje, pubblicato da Salani editore nel 2021.
Una storia con ingredienti che le regalano il sapore di una fiaba d’altri tempi: un castello alto e stretto con merli, torrette e un rosone centrale, un Re, una Regina e della servitù. 
Come tutti i Re di tutte le fiabe del mondo anche quello di questo libro a grandi figure ha impegni pressanti, gravosi o meglio sarebbe dire bellicosi e infatti  la storia comincia con un saluto e un abbraccio alla sua amata Regina e la sua subitanea partenza per una guerra ormai imminente che, già si sa, durerà sette giorni.
Su quel saluto la Regina non si dilunga più di tanto, come se avesse fretta, un impegno, qualcosa che l'aspetta, e detto fatto concede alla servitù sette giorni di vacanza e una carrozza che ricorda Cenerentola per lasciare lafortezza all'istante!
Così che, finalmente, lei può chiudersi, sola, nel suo bel castello. Non le piace la guerra, così inutile e dolorosa ma di quel tempo, sette giorni e sette notti, vuole sfruttare ogni minuto.
E invece di passeggiare nervosamente avanti e indietro per i saloni torcendosi le mani, rosicchiandosi le unghie e ciancicandosi  le vesti o ricorrendo a una qualsiasi fattucchiera di turno che le predica il futuro, questa Regina

si dota di virtù e di seta, trine e organza. Fin da piccola ha imparato a cucire e ricamare

No, non se ne starà con le mani in mano ad attendere impensierita il messaggero quotidiano.

Per fortuna lei ha in progetto per non rimanere in pena d’iniziare un lavoretto e tener la mente piena

Sono sette vestiti, sette outfits per occasioni diverse i veri protagonisti di questo libro. Il genio creativo e le abili mani della Regina e il lavoro di alta ingegneria cartotecnica dell’ Atelier Saje che con alette, per una visione sopra e sotto, rotelle per un po’ di movimento e linguette, su e giù, danno vita a sette abiti haute couture da far invidia alle incredibili impalcature delle parrucche del ‘700 o alla gioiosa spettacolarità dei giochi meccanici che animavano le fontane del periodo.

Un dolce pensiero per quel Re in guerra e la Regina, il primo giorno, si veste di uno spumeggiante abito azzurro che pare una nuvola con balze bianche che una linguetta abbassa a creare una sorta di alzatina per dolci imbandita di ogni sorta di leccornia che si immagina riccamente ricamata con fili di seta colorati, perline luccicanti, piccole granate come ciliegie da appuntare qui e là.


Oggi nevica sul castello ed è solo il secondo giorno. Seguequindi  un abito d’inverno con inserti e balze come un quadro di un viaggiatore del Grand Tour che vuole fissare quel paesaggio innevato dipingendone i rilievi e donandogli profondità con colori in sfumatura come su quinte di una scenografia naturale.
Tracce qua e là sulla neve e qualcuno che fa capolino tra le pieghe. Un cappello che è una volpe argentata, la coda ben sistemata a cingere la fronte della Regina per meglio scaldarla si scoprirà essere un’ aletta posta lì dall’Atelier a nascondere e proteggere una vispa cucciolata.


Ma poi piove e su una gonna di azzurri, grigi e verdi tenui, tenuta ampia dai cerchi del sottogonna come vuole la moda del momento, appare un cielo variabile, dalle mille possibilità, con applicazioni che si possono immaginare come nubi d’organza che sono alette sotto le quali si può trovare un arcobaleno così come una pioggia a battente o una cicogna intenta a portare un fagottino tra i lampi e le saette di un terribile temporale ma anche, appena più in là, un sole splendente!
Appuntata su una alta e incipriata parrucca completa il look una gigantesca broche a forma di ombrello che sarebbe sicuramente piaciuta moltissimo alla Schiap!* 


Cuce il mar la quarta sera

Il mare offre da sempre una quantità di ottimo materiale per piccoli accessori da appuntare su abiti, parrucche, porre ai lobi delle orecchie, cinture e fibbie, spunti preziosi per il gioielliere attento, per il sarto più creativo e le ricamatici di tutti i tempi.
E su questo abito indiscutibilmente da sera anche la Regina si sbizzarrisce e vi fa spiccare coralli dietro i quali amoreggiano cavallucci marini, grandi conchiglie ospitano piccoli gioielli a forma di stella marina tempestati di pietre preziose. Voluminose pieghe creano alte onde tra le quali nuotano pesci variamente colorati. Un banco di pesciolini dondola avanti e indietro balia delle correnti. Due grandi timoni appuntati sulle piccole maniche ne disegnano la forma, la parrucca è di un intenso color corallo per l’occasione impreziosita da una piccola stellina d’oro e da un cavalluccio.
Il Re ne resterà sicuramente rapito.


La quinta e sesta sera la titolata sartina cuce, ricama e decora due outfits che sono un inno alla primavera, ai giardini reali, al fruscio delle foglie al passaggio del vento in un giorno di mezza estate e al canto degli uccellini nelle voliere dorate. Verde smeraldo il primo, giallo sole il secondo e dentro un brulicare di insetti e insettini, un frullare d’ali, pigolii e cinguettii. Sarà perfetta la Regina il giorno che li indosserà, perfetta come il suo giardino, perfettamente in sintonia con la natura.
Elegante il rosa tenue scelto per la parrucca dell’abito giallo. Una margherita appuntata a trattenere un ricciolo e un’altra a trattenere dei rametti rossi che un altrettanto rosso uccellino ha usato per fare il suo nido, lassù, su quella nuvola di borotalco rosa.

L’ultimo giorno è diverso: stelle sull’abito nero. Accoglie in sé un universo d’amore per il mondo intero

e per il suo Re che stanco e zoppicante, un po’ più vecchio e impolverato fa ritorno al suo castello.

*Elsa Schiapparelli

I Vestiti della Regina
Vavoute e L’Atelier Saje
Traduzione Valentina Paggi
Salani Editore, Milano 2021
€24,90



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