Grand Couturier Raphael Germano & Albertine Zullo
Oh, ma certo ho capito: tu pensi che questo non abbia niente a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo. E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente lo hai pescato nel cesto delle occasioni. Tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della moda quindi in effetti indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti...in mezzo a una pila di roba.
Non c’è nessuno che racconti meglio il complesso sistema moda di Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, direttrice della famigerata rivista Runway, ne Il diavolo veste Prada.
Così come, da tutt’altra parte, dentro un libro a figure destinato a persone da 0 a 99 anni, nessuno meglio di Germano Zullo e sua moglie Albertine con Grand Couturier Raphel, edito da La joie de lire nel 2009 e mai tradotto per l’Italia, riescono ad aprirci gli occhi su quel sottile sistema che il mondo del commercio ha escogitato per creare l’impellentissima necessità, attiraci nei negozi e indurci all’acquisto.
Milioni di immagini giganti, coloratissime, live e accattivanti; parole ridondanti e lussuriose come dolci, vetrine luminosissime, abiti scintillanti e coordinatissimi accessori, una magia pop-up che induce l’acquolina in bocca, che crea un desiderio immediato e irresistibile di possesso mentre, rientrando dopo il lavoro o da una passeggiata, passando accanto alla selva di vetrine che si susseguono, una accanto all’altra senza soluzione di continuità nelle strade cittadine, tutto sembra avvilupparci, attirare l’attenzione dei nostri occhi che miseramente cercano di resistere mentre dentro di noi si sta già scatenando quella impellente necessità che in due minuti ci porta dentro la grande e deserta boutique, davanti a una borsa che lì per lì sembra d’oro e che, come il golfino ceruleo , non è giallo intenso né limone ma proprio assolutamente d’oro da meritare il nome Excelsior-Excelsior.
Oh! Che bella! Che bella! Che bella! Oh! La mente annebbiata, il nostro secondo nome che fa da voce della coscienza e ci indica il livello del conto in banca e annovera le spese del mese, ma...nulla fa come l’oggetto che scopriamo da due minuti essere quello dei nostri sogni, sempre desiderato, pronte (ma anche pronti!) anche a rinnegare il nostro secondo nome. E già la vediamo, l’Excelsior-Excelsior, tra le nostre mani , appesa al nostro braccio perfettamente accessoriata alla nostra maniera o meglio a quella che pensiamo essere la nostra maniera che invece è solo e soltanto cerulea! La vediamo scintillante accompagnarci a cena, a una serata con amiche, a teatro ma forse qui è meglio prenderne un’altra che questa è già due volte...e poi è d’oro!
E’ così che entrerà nel nostro armadio per prendere posto accanto a un’altro oro un po’ più freddo, meno giallo, un po’ più usato e sicuramente con un solo Excelsior dalla sua. Vicino ad altri sei golfini azzurri, a una quantità infinita di abiti coordinati a borse, borsette e borsoni; accessori variegati, rossetti sempre color trendy e a un numero pressoché vicino all’infinito di scarpe, scarpine, scarpette, stivali, polacchini, mocassini classy.
La domanda dietro al divertente, spiritoso, coloratissimo libro a figure e alla fashion creativity di Albertine è: ma siamo proprio sicuri di aver bisogno ancora di qualcosa?
Se ne dibatte da anni e tra disastro ecologico e fuggevole consapevolezza cerchiamo di resistere anche se come dice il titolo di un libro La moda rende felici (almeno per mezz'ora).*
Per il complesso sistema che fa capo alle leggi di mercato e del commercio il primo passo è fatto: la nostra fashion victim è entrata nel grande magazzino più cool della città.
Ma veniamo un attimo a lei, alla vittima numero uno. Apparentemente non ha nulla che la può identificare come una fashion victim pazza per la moda, influencer o influencer dipendente, selfie compulsiva e soprattutto, in questo momento, non è in caccia ma è proprio in questa predisposizione che il sistema funziona meglio.
La immaginiamo a fine giornata prendere distrattamente dall’attaccapanni per indossarlo ed uscire, il suo cappottino verde erba nuova dalla linea svasata, forse in cachemire, con colletto a contrasto, forse in velluto di seta verde prato come lo stivaletto neo-classico con la punta e i bottoncini ricoperti di vernice nera portati rigorosamente senza calze, forse con fantasmino o calza bassa che i collant non si usano decisamente più.
Capelli rosso tiziano portati legati in due codini, né troppo su né troppo giù, stilosa la ragazza, deep kissable red lip fiammante alle labbra, anche se forse lei non sembrerebbe proprio il tipo, e borsetta a mano, vintage anni ‘70, in pelle marrone-rossiccio, solo agli occhi di un profano fuori look.
Aria scanzonata di chi non sa bene cosa fare ma è aperto-a-tutto-tanto-è-presto, probabilmente vive sola o così ci piace immaginarla, procede sul marciapiede dove si affacciano le vetrine di Mizake Lou Lou, Salvatore Ferzano, Oskar Pantoum, Alain Dussoir con le sue Chassures de Paris, Au Baroco- Coco sino al colpo di fulmine che è lì in agguato pronto a scoccare il suo dardo.
Pronti via a grandezza sopranaturale la Excelsior-Excelsior oro di Grand Couturier Raphael – le vertige de l’élégance ovvero la vertigine dell’eleganza.
Anche l’OH! che scaturisce dalla sua bocca ha dimensioni sopranaturali così come tutte le espressioni di gran visibilio che produce in continuità.
Chiaro è che se la vede già tra le mani. Ma poi succede che quando entri in questi templi della moda non subito accoglienti, per nulla friendly, dove l’etichetta è rigida e l’ospite deve un po’ tenere le mani a posto, la scelta si fa dura. Entri con un’idea che ti si confonde subito, perché la moda è così crea desideri irresistibili e oggetti meravigliosi.
Chi è ancor più avviluppante, tentacolare e può confonderti le idee definitivamente o indurti ad acquistare l’inacquistabile per il tuo conto corrente è la commessa, vera professionista della vendita, amministratrice del bilancio societario. Ma anche qui dipende da te, da che tipo sei, dalla tua psicologia ma devi sapere che anche su questo il sistema è ceruleo, un vero maestro.
Riflettere. Il libro invita alla riflessione: abbiamo reale bisogno di tutto questo? Di scegliere tra mille abiti, accessori, scarpe, cappelli, all’ultima moda, con i colori giusti very cool della stagione?
O possiamo uscire da questo vortice da capogiro che ci induce ad acquistare l’ennesima borsa oro e l’ennesimo golfino ceruleo, se è il ceruleo la punta trendy chic della stagione?
O se da animali pensanti possiamo esitare un attimo e, invitati dall’annuncio sonoro di una signorina invisibile, dalla voce rotonda, morbida e suadente, che ci invita a concludere i nostri acquisti perché sono ormai le diciannove e il negozio sta per chiudere (autogol del sistema e gran crollo di classe) e approfittare per raggiungere a passo deciso l’uscita e lanciando un Uhmmm, ci penso alla compulsiva commessa prendere la porta, come si dice, e uscire?
Detto questo, tra le coloratissime pagine di questo libro a figure Albertine ci offre un gioco bellissimo che è quello della moda, come viene chiamato spesso.
Da bambina avrei passato tra queste pagine molte ore con la sola mia fantasia o accompagnata dalle miei bambole di carta o da belle signore ritagliate dalle riviste femminili di mia mamma, passeggiando tra le pagine e scegliendo tra 18 borsette dal raffinato design, 23 outfit che attendono solo l’occasione giusta e sicuramente l’avrei trovata immaginandomi vestita dalla Grand Couturier Albertine, 56 cappelli variopinti, 42 scarpe tra le più stilose esistenti.
La moda rende felici non c’è nulla da dire, anche e soprattutto quella di Albertine!
* Franco La Cecla, La moda rende felici (almeno per mezz’ora), Milieu edizioni, 2022
Grand Couturier Raphael
di Germano Zullo & Albertine
La Joie de Lire, Ginevra 2009
15.90.-
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