31 Gennaio 2025

Cristobal Balenciaga de jongen die droomde van haute couture Sanne te Loo

Sanne te Loo, Cristobal Balenciaga de jongen die droomde van haute couture, Leopold

Sanne te Loo è un’illustratrice olandese, per la casa editrice Leopold legata al Kunstmuseum den haag de L’Aja ha studiato la vita di alcuni dei più grandi couturier  europei e ne ha illustrate le particolarità in diversi libri a figure. Tra questi Cristobal Balenciaga de jongen die droomde van haute couture - Cristobal Balenciaga il ragazzo che sognava l’Alta Moda.
Andando a cogliere forme, colori e caparbietà di un ragazzo che a soli dodici anni ha chiesto e ottenuto una grande possibilità.

Cristobal Balenciaga nasce nel 1895 a Getaria un piccolo villaggio di pescatori sulle coste del Mar Cantabrico nei Paesi Baschi, oggi poco distante da San Sebastian, non certo da famiglia benestante dal momento che il papà era pescatore e la mamma sarta. E chissà forse proprio per quelle lunghe notti nere sopra il mare scuro o forse perché la mamma dalla morte del papà indossava solo abiti neri, il nero da sempre era il colore preferito di Cristòbal. Un colore con una storia particolare che in ambito fashion ha trovato le più affascinanti applicazioni ponendo in luce il suo carattere estremamente dignitoso e, da un certo punto di vista, autoritario.
Da quella mamma sarta, che cuciva e riparava abiti per le signore benestanti e ricche del paese, ha ereditato l’amore per i tessuti, il ricamo, le forme, tanto da desiderare fin dalla più giovane età di poter diventare il più grande sarto mai esistito, il migliore!
Bisognava solo attendere l’occasione giusta e lavorare bene.
E l’occasione arrivò un giorno, a soli dodici anni, quando ormai aveva già lasciato la scuola per aiutare la famiglia. Fu seguendo la mamma a casa della marchesa Blanca Carrillo de Albornoz y Elio, nobildonna e marchesa di Casa Torres, la più facoltosa cliente di sua mamma, che estasiato dai capolavori d’arte appesi alle pareti, affascinato dalla bellezza e particolarità degli abiti dipinti dai più importanti pittori spagnoli, e non solo, chiese alla marchesa, da ragazzino curioso, di poter vedere i suoi abiti, quelli veri, quelli del suo personale guardaroba.
Cristòbal studiò con attenzione e stupore i bellissimi abiti provenienti dalla lontana Parigi, con gli occhi stava scoprendo come poteva essere realizzata una gonna a ruota, i volant, le decorazioni e per la prima volta conosceva la sensazione del pizzo sulla pelle, voleva sapere tutto, conoscere, di quell’arte, ogni particolare.
Cogliendo l’attimo, sulla scia di quell’eccitazione chiese alla marchesa di poterle fare lui un abito e quel momento fu determinante per la vita di Cristobal, e per la storia della moda, perché non solo la marchesa, accettando la sfida, lestamente, il giorno dopo, fece recapitare a casa della sua sarta, per suo figlio, il tessuto necessario nella sfumatura di colore preferito ma giorni dopo lo indossò per recarsi alla messa domenicale e per ripagare tanta intraprendenza e maestria, per assecondare il couturier bambino che albergava in Cristobal e il suo sogno finanziò il suo spostamento a Madrid e i suoi studi nel mondo dell’alta sartoria. Una vita come una favola di un tempo passato.

Il libro purtroppo non ha ancora trovato traduzione in italiano, sarebbe sicuramente un atto coraggioso pubblicarlo che andrebbe però ad arricchire una biblioteca e una bibliografia a figure su un mondo in via di estinzione, un sistema che in questi anni, sebbene scricchiolando, sta cercando di ritrovare una via. Quella passata racconta una delle storie più affascinanti mai scritte per bellezza e meraviglia, un indimenticabile momento di particolare creatività sull'abito, sul corpo, qualcosa che aveva a che fare con la storia delle donne e la loro emancipazione almeno da un abito che  modificava il corpi, limitava i movimenti, le rendeva gracili e malate.
A Cristobal Balenciaga il corpo femminile deve lo spazio, forme mai pensate prima. Quella libertà di movimento senza costrizione all’interno del proprio abito: maniche ampie, “a palloncino”, abiti che non sentivano la necessità di segnare la vita, volumi inaspettati per l'epoca.

Cristobal Balenciaga come Armi Ratia per Marimekko intuirono che tra corpo e abito doveva esserci un terzo elemento: l’aria. Una specie di camera d’aria, dello spazio come un alto soffitto, una comoda camera, una casa spaziosa e confortevole dopo secoli di costrizione.

Sanne te Loo, Cristobal Balenciaga de jongen die droomde van haute couture,Leopold
 

Sanne te Loo
Cristobal Balenciaga de jongen droomde van haute couture
Leopold | Kunstmuseum Den Haag - L'Aja 2022
17,00 euro


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