12 Marzo 2025

Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy to Audrey with love

Philip Hopman, Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy To Audrey with love, Pulce edizioni 2020

To Audrey with love è il titolo che il conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy ha voluto dare alla retrospettiva da lui organizzata e curata al Gemeentemuseum Den Haag all’Aia nel 2016, sul guardaroba di abiti creati su misura per Audrey Hepburn dentro e fuori dal set

gli unici che mi facessero sentire completamente a mio agio
A.H.

A Philip Hopman, illustratore olandese l’incarico di farne un libro a figure, come da tradizione del Museo e che Pulce edizioni pubblica in Italia nel 2020.

Nei risguardi proprio come in un guardaroba fanno bella mostra i capi indossati nei film che hanno reso famosi entrambi, Audrey e Hubert: il lungo abito in raso nero, rivisitazione da cocktail del little black dress degli anni venti che rese famosa Coco Chanel, lo scollo ampio per ospitare i multipli giri di perle e un lungo paio di guanti neri, non serve altro per far Colazione da Tiffany; uno stretto tubino nero con balza , corto appena sotto il ginocchio e cappello a tesa larga con fiocco di seta bianco, sempre per Colazione da Tiffany nel 1961; l’abito in seta rosso indossato sulle scalinate del Louvre in Cenerentola a Parigi del 1957; l’abitino nero da cocktail stretto in vita e ampio nella gonna che si chiudeva sulle spalle con due piccoli fiocchi indossato in Sabrina nel 1954 e ancora l’ampio abito corto, nero, con scollo quadrato e manica corta indossato in Love in the Afternoon del 1957. E’ particolare entrare in un libro passando per il guardaroba!

Hopman traccia veloce i punti salienti della vita di Hubert de Givenchy e Audrey Hepburn, in pagine spumeggianti di colore e con un puntuale focus su abiti e film, le immagini scorrono parallele in due strisce divise da un brevissimo testo: sopra la vita di lui dall’infanzia all’incontro con Audrey e sotto la vita di lei dall’infanzia all’incontro con Hubert avvenuto nel 1953 un anno dopo il suo debutto come couturier.
Cresciuto in un ambiente aristocratico, il nonno non solo era artista ma anche proprietario e direttore della famosa Manifattura Gobelins e della fabbrica di arazzi Beauvais, Hubert trova terreno fertile per esprimere la sua creatività, coltivare la sua passione e realizzare un sogno. Fin da bambino disegna abiti per la mamma che realizza in miniatura per alcune bambole. Desidera diventare couturier e offrire alle donne nuove forme, abiti più semplici dalle linee nuove e fresche. La sua prima sfilata sarà un successo e nel breve periodo vestirà signore famose, attrici, cantanti, principesse e first lady come per esempio Liz Taylor, Maria Callas, Wallis Simpson, Grace Kelly e naturalmente Jackie Kennedy.
Lei una bambina resa gracile e malaticcia dalle tante privazioni patite durante la guerra, figlia di una baronessa olandese e di un borghese inglese, desidera una sola cosa: ballare, diventare ballerina e con determinazione studia danza e musica. Ma altezza, un piede forse un po’ troppo lungo per l’epoca e le conseguenze della malnutrizione patita durante la guerra la portano a lasciare la danza e studiare recitazione e immediatamente la stampa, e il suo pubblico, la adorò.

Narra la storia, quella vera, che fu Cristobal Balenciaga a indicare a Audrey Hepburn Givenchy, lo stilista della porta dirimpetto, non potendo lui personalmente seguire la giovane attrice perché impegnato nello studio della nuova collezione. Con Givenchy quel giorno pare non andò meglio, almeno in un primo momento: gli abiti per Sabrina erano davvero molti, la Maison appena nata poteva contare su poche mani e c’era la nuova collezione...ma anche una sala dove facevano bella mostra gli abiti che avevano portato alla ribalta il nome di Hubert nel mondo dell’alta moda parigina. Quell’incontro avvenuto per caso suggella l’inizio delle loro carriere, entrambi giovani e bellissimi, lui destinato a diventare uno dei massimi couturier della storia della moda, lei un’attrice acclamata e amata, e la nascita di un’intesa stilistica e affettiva che darà come frutto alcuni dei look più iconici della storia del cinema e il racconto di una favola invidiabile.

Philip Hopman, Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy To Audrey with love, Pulce edizioni 2020


L’abito lungo di Colazione da Tiffany rompe il ritmo con un rosa shocking di fondo e quattro giri di perle, le ultime tre pagine parlano di abiti e di quel legame prezioso per entrambi, di lunghe telefonate da oltreoceano e di un amore così grande, platonico e indissolubile lungo tutta la vita e oltre.

di Philip Hopman
Audrey Hepburn e Hubert de Givency
To Audrey with love – Storia vera di un’amicizia
traduzione Elena Spagnoli
Pulce edizioni, Rimini 2020
euro 13,90.-











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